di domenica e di lunedì

il pranzo della domenica è quello di tanti anni fa. quando ci ritrovavamo nella “camera buona” con i piatti “buoni” e i bicchieri “buoni”. tavolo ovale in cristallo con mollettone, tovaglia ricamata tirata fuori direttamente dal corredo di mamma, posate AMC, sedie spaiate aggiunte all’ultimo, ognuno porti la sua…ce n’è una di sopra nella camera di nonna. ed ecco il brodo nel pentolone, i passatelli da stringere (onore che spettava al babbo) il lesso da impiattare (onere che spettava a me) la salsa verde da assaggiare e poi la carne ai ferri, le mitiche patatine fritte del babbo, le patate lessate, i nervetti i piedi di gallina nascosti in cucina. erano domeniche di festa vera. la sgridata a mia sorella che arrivava fuori tempo massimo, i bambini che giocavano in cortile (uno di 16 e uno di 3 anni, più i rispettivi padri) il brodo buono, il piatto fumante e poi di corsa a mangiare il secondo in attesa dei dolci. latte brulè e dolce caffè. due bombe assolute. mai così buoni mai più. era fra il primo e il secondo che sorprendevo in cucina mamma a mangiare nervetti e piedini e dada a fumare. sembravano entrambe godere il momento come il più prelibato. il piatto tenuto come si teneva il tema per non farsi copiare, le mani unte, gli occhi a scusarsi. era bellissima la mamma di nascosto. ora il mio pranzo della domenica è spesso consumato in solitaria. una metà a letto e l’altra in giro. ma nulla mi vieta di trasferire il piacere della festa al lunedì. e allora prendo la pentola grande, mezza gallina, doppione, scaletta, una cipolla infilzata da un chiodo di garofano, una carota, gambo di sedano e riempio di acqua fredda. sale e pomodorini. metto sul fuoco vivo fino a schiumare poi abbasso al minimo. copro e faccio sobbollire per almeno 4 ore; il tempo che serve per impastare i passatelli e farli attendere per il pranzo.

passatelli

Passatelli del mio passato

Per 4 persone

pangrattato gr 350 – parmiggiano reggiano gr 350 – una noce moscata – una grattata di limone bio – 7/8 uova

mescolare tutti gli ingredienti in una ciotola fino ad ottenere un composto consistente ma non duro, lasciar riposare nella ciotola coperta. passarli al passapatate direttamente nel brodo. ora: il segreto per passatelli perfetti? un solo, anzi due. il pane deve essere comune, cioè scondito e raffermo da almeno 5 giorni. io compro la treccia comune da un chilo, consumo quella che miserve in giornata e poi la lascio seccare a pezzettoni. la grattugio con il blender, crosta compresa. il parmiggiano deve essere stagionato bene. 30 mesi è meglio. di più sarà ancor più saporito. una volta passati dall’attrezzo al brodo basta pochissimo…un bollore e quando vengono a galla spegnere. coprire. sorridere agli ospiti e servire.

 

se poi a tavola c’è un amico che non vedevi da tempo, c’è chi ami e c’è tempo da perdere…è domenica anche se è lunedì.

amici a tavola

Commenti (11)

  • bellissimi i pranzi della domenica…
    anch’io questa settimana ho fatto i passatelli, son venuti proprio bene, naturalmente è sempre l’uomo di casa a stringerli:D
    per quel che riguarda lush: si c’è a bologna, in via d’azeglio, nella zona pedonale, proprio vicino a piazza maggiore.
    bologna è proprio bella da girarsi ogni tanto…
    io questo week end pero’ mi dedico alla mia santarcangelo (di romagna)

    • ho messo in calendario santarcangelo per la festa dei becchi, dicono sia una grande fiera! a parte che il paese è bellissimo e poi vanta figli a nome luttazzi, fabio de luigi e claudia…

  • che bello… ho passato attimi insieme a tutti i tuoi cari, mi sono come trovata a pranzo con tutti voi.
    Un bacino a chi non c’è più…
    e presto farò i passatelli ! che romagnola sono se ancora non li ho mai fatti ?!!!!

  • me l’hanno regalato il passapassatelli ne farò il passatempo preferito con i tuoi accorgimenti e ci metterò accanto due bombe caloriche per ricordarmi che tutto il mondo è paese, almeno di domenica.


  • e io ho pensato a te, ieri sera, mentre vedevo lucarelli alle prese coi passatelli…e il dolce dal nome che all´inizio non capivo: “la pulessh” ahahahahaahah

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