siamo nelle pesche

a sò in tal pésgh. am sò trova in tal pésgh, i ma mès in tal pésgh. lo diceva la mamma con aria contrita e uno sguardo preoccupato, quando la situazione per lei si faceva difficile. mi è ritornato in mente prepotente questa frase quando con la bicicletta mi sono trovata a dover evitare una pesca, gettata con il morso di fresco, a concimare una ciclabile preda di erbacce e pesche appunto.

sono nelle pesche, mi sono trovata nelle pesche, mi hanno messa nelle pesche. risalire al significato potrebbe essere facile. il periodo della raccolta pesche arrivava tutto in una volta e ci si doveva dar da fare a coglierle. per non trovarsi con pesche troppo mature, brodolose, col pelo per giunta.

giravo con babbo e con uno strano aggeggio, il calibro,  che serviva a misurare la circonferenza delle pesche,  perchè il magazzino della frutta dettava precise regole di raccolta, mai sotto la tal misura, di seconda quelle che misurano x, di prima quelle xy. e il compito del mediatore er a quello di controllare che il contadino non “furbeggiasse”. per me era una festa. sulla 131 del babbo, con il plaid sui sedili posteriori (se no “us inciosa la machina”) si partiva la mattina e si andava a “cà di cuntadein”. accolti nei campi, a volte con qualcosa da battibeccare,  più spesso col sorriso, tornavamo a casa pieni dei doni che ci facevano, pesche, meloni, cocomeri e tutto quello che la terra produceva. adoravo le pesche bianche, pelose e zuccherine, varietà antica che oggi si trova raramente. con le mode fruttarole e gli innesti dei vivai ecco arrivare le nettarine; nei primi anni un boom assoluto, anche di varietà facili da coltivare, ma totalmente insapori. oggi, finalmente, inversione di tendenza e ritorno al buono. sono tornate le pelose, le tabaccaie o saturnine, ci sono anche le bianche col pelo. buonissime, le nettarine di romagna igp

ancora oggi io vivo la campagna con gli occhi del babbo. con la tribolazione se si sente un tuono e si pensa alla grandine, con il dispiacere di sentire che ai contadini la frutta viene pagata niente,  la protesta di coldiretti che regala ai poveri per non cedere al mercato mi ha toccato, profondamente. quanto prende un contadino per un kg di pesche? circa 19 centesimi. costa di più farle raccogliere. a quanto le troviamo noi sui banchi dei super? serve commentare?

adesso siamo nelle pesche. e io me le godo così:

insalata di pesche e formaggio: preferisco le bianche con un formaggio tre latti (capra, pecora, mucca a pasta morbida), taglio a tocchetti e aggiungo pochissimo sale dolce di cervia e un filo di olio brisighello. basilico o mentuccia a chi piace.

mangia e bevi di pesche e yogurt gelato: con quelle che ho in casa, anche le troppo mature, una generosa pallina di yogurt gelato e un sbriciolata di amaretti. o lingue di gatto.

ps: vorrei provare il sorbetto alla pesca. ma son troooopppo abitudinaria!

Commenti (23)

  • il profumo delle pesche mi inebria come pochi altri, mi riporta indietro nel tempo, ai pescheti degli zii (quelli mitici), al lavorìo fervente, “nella capanna” a tutte le ore, anche di domenica, chè la maturazione perfetta dura un giorno.
    quelle pesche schiacciate le vedo sui banchi da pochi anni, non le ho mai prese, mi sembrano così strane…
    però, adesso che vedo le tue mi lancerò nella prova!
    “stare nelle pesche” non lo conoscevo, ma mi piace, è molto meglio che “stare” … in altre cose!

    • la tabacchiera ha origini siciliane. è buonissima. le ha un contadino riolese che ha insisto per farlmele provare. ma la bella di cesena (bianca) è buonissima e anche la nostra nettarina, solo si dovrebbe sempre coglierle dall’albero. quelle del super sono insapore.

  • e quella pesca (cioè cibo) buttata con disinvoltura e sprezzo sull’asfalto è un brutto segnale. soprattutto di questi tempi.

      • ma a voi che abitate nei dintorni di tanto ben di Dio sprecato, non viene la voglia di chiedere di raccoglierle, pagandole il giusto (cioè più di quel che concede il grossista, ma molto meno di quanto pretende il super)?
        per me che mangio frutta a chili, giornalmente, sarebbe un affare d’oro.
        e parliamo di frutta appena raccolta, che con quella che va e viene dai frigoriferi non è lontanamente parente.

        • io ci passo ogni mattina dai pescheti e al ritorno dalla corsa due a mò di pesetti ogni mattina. fabbisogno soddisfatto!

    • ricambio il sorriso, da una campagna che mi fa compagnia.
      ps: le foto sono frettolose e prese al volo. ma questo passa ora e mi basta.

  • che bella gita che mi hai fatto fare!!!
    pesche a fette foglie di menta e miele a volte un goccio di succo di limone, al forno con gli amaretti, a fette con lo sciroppo di zucchero nel congelatore per gustare l’estate durante l’inverno

    • manu campagna limitrofa! le pesche con la menta e il miele mai sperimentate. fino ad oggi. ti dirò. sciroppate le altre per l’inverno, mai tentato il freez, mmmm…ci ragionerò, spero di pescarti a te, prima o poi, non risponditrice di cell.

  • grazie del bel post a nome di tuttti i contadini o figli di contadini (io) che le pesche le raccoglie tutti gli anni e ora che si “butta giu'” perche’ non ci si quadagna nulla piange davvero il cuore ma le regole del mercato non sono romantiche e non import nulla della qualita’ e di tante altre cose. ah esistono anche varieta di nettarine che sono fantastiche (fantasia, maria aurelia …)ma nella scheda prodotto al super non viene indicato il nome ma solo un generico nettarine . baci e a prestissimo. lela

    • ecco che ci si ringrazia a vicenda…che le pesche intanto io me le sto mangiando a morsi…con sbrodolo annesso! buo ni ssi me!

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