prega. mangia. scrivi

la basilicata fino al qualche film fa, si limitava a essere un dito contato a tentativi nell’interrogazione di geografia. una di quelle regioni che non ricordi. come un altro paio. poi un film dove matera diventava scenario fantastico e il road movie di papaleo, gassman, gazzè

oggi posso dire che la basilicata è una ragione da visitare al più presto. non foss’altro per andare a stringere la mano a chi ha avuto l’iniziativa di lanciare, in questo momento di crisi urlata e percepita, un nuovo marchio,  mangiare matera e una serie di prodotti di cui ho potuto testare la qualità.

il pane di matera, io, non l’avevo mai mangiato. un pane tosto. saporito. di pasta gialla, buonissimo con il formaggio spalmato sopra, con il prosciutto cotto, sfregato con l’aglio e tagliato a dadini nelle zuppe.

la farina di semola senatore cappelli. bella a partire dal colore. grano duro perfetto per panificare. semola rimacinata ottima anche per la pasta e per i dolci. ( sono in sperimentazione con le farine e devo dire che la semola senatore cappelli merita veramente la fama che ha)

i paccheri e i cavatelli. paste secche che non fanno parte della mia tavola. ma rimedio subito.

le ricette che ho pensato sono diverse. quelle preparate, filmate e fotografate, sono tre.

Un primo piatto:

strozzapreti

strozzapreti di pasta madre e semola rimacinata mangiare matera

ho voluto provare a portare la basilicata dentro la romagna. ho messo la semola nella pasta madre e ci ho fatto strozzapreti. esperimento riuscito, riuscitissimo. rinfrescatori di pasta madre unitevi alla semola e mangiate strozzapreti

50 gr circa di pasta madre (non rinfrescata)

50 gr di semola rimacinata

mescolare, tirare con mattarello, tagliare a striscioline, tagliare pezzettini, passarle fra le due mani ed ecco gli strozzapreti romagnoli

cotti  nell’acqua salata, tolti appena salgono a galla e ripassati in padella con salsiccia e broccolo. servire con nevicata di parmigiano sugli alberelli verdi

(come ha detto pà, è nevicato su questi alberelli)

un secondo piatto:

cotoletta

finta cotoletta di pane di matera

perché il consumo di carne deve essere limitato. e la soluzione c’è, con questa fetta da orecchia d’elefante facciamo anche concorrenza alla lombardia

sbattere 1 uovo, con un cucchiaio di parmigiano, mezzo bicchiere di latte e un pizzico di sale, tagliare una fetta non troppo spessa di pane avanzato e immergerla nel composto. ripassarla nel parmigiano e friggerla in poco burro chiarificato da entrambe le parti. servire con insalatina o patate fritte.

un dessert, anzi due

sfrappolè

paccòli siciliani e sfrappolè

friggere la pasta secca e ridurla a cannolo era un’idea che avevo dal salone del gusto. ma con elena e patricia non ce la sentimmo di sperimentare sulla pelle di mansi, ho invece sperimentato sulla pelle di mangiarematera. davvero le sfrappolè sono una sorpresa goduriosa.

lessare in acqua non salata i paccheri (quanti ne volete preparare)

scolarli e friggerli in abbondante strutto. lasciar scolare

per le sfrappolè è sufficiente cospargere di zucchero a velo e alchermes

per i paccòli occorre riempire con ricotta mantecata con zucchero, miele, e canditi d’arancia.

io ne ho anche servito uno ricoperto di cioccolato fondente.

cropped-mangiare-matera

 

con queste proposte partecipo al concorso mangiare matera di scatti golosi.

(foto al volo dello sparso. video in montaggio sempre suo)

prega. di fare in tempo a fare. mangia che come fai a non assaggiare e scrivi che è tardi!

Commenti (10)

Rispondi