mikatelido

sono io che non vi taggo a muzzo su facebbok o su instagram
sono io che non vi invito a giocare  e non accetto inviti.
sempre io che non ho ancora fatto pagine su cui chiedere like
e sono sempre io quella che interrompe le catene
blocco la crescita delle cagate sul nascere e non mando a 7 amiche, compresa la migliore del mondo, l’illusione che qualcosa di buono succederà

se vuoi qualcosa di veramente buono prova questi grissini.

li ho fatti a metà dicembre per il laboratorio e poi rifatti e rifatti e rifatti

presente i mikado? questi li ho chiamati melitengo

grissini 1

grissini dolci con cioccolato fondente e arancia candita

300 g di pasta madre (rinfrescata, di esubero, fa li stess)
150 g di acqua a temperatura ambiente
un cucchiaino di malto
350 g di farina di tipo 2 (questa ho, ma se li fate con la 0 con cambia)
100 g di zucchero di canna (o bianco come preferite)
25g di burro 25g di strutto (ma li ho fatti anche tutto strutto, tutto olio evo, tutto burro)
un pizzico di sale
cioccolato fondente a pezzetti (quello che avanza nella bastardella delle scorzette candite)
arancia candita tagliata fine

in una ciotola sciogliere la madre con l’acqua, aggiungere il malto, poi la farina e lo zucchero, il sale, il burro, lo strutto; poi i canditi e i pezzetti di cioccolato. lavorare ancora un istante e poi procedere con l’impasto sul piano di lavoro, picchiandolo e sbattendolo almeno un paio di volte. fare una palla. coprirla a campana e lasciarla lievitare 3 ore.

tagliare i grissini con la “cortella” o con lo staglino e passarli a piacimento nel cacao, zucchero semolato, zucchero a velo, cannella, zucchero di canna, cuocere in forno caldo a 180° prestando particolare attenzione a quelli cosparsi di zucchero che tendono a caramellare in fretta.

una volta cotti potete decidere di lasciarli al naturale o di ricoprirne una estremità con la cioccolata. proprio come i mikaquelli nelle scatolette.

consumare freddi, dopo un paio di giorni sono anche migliori.

tocciati nel barattolo di spalmabile, intinti in una cioccolata fumante, fumati a sigaretta come faccio io.

interrompo le catene dicevo, ma credo fermamente nel contagio dei sorrisi. e sorrido in faccia a chi incontro, passando per sciocca, spesso
credo nel contagio dei comportamenti positivi, che lamentarsi ammorba.
credo nel valore di uno scambio.
credo che l’arte e la lettura non si salveranno con epidemie di 10 libri alla volta che hanno lasciato il segno.
conversiamo. raccontiamoci, scambiamoci i pensieri, senza gare, malintesi e condividiamo senza seguire l’onda di piena.

grissini 2ps: tutto cesare pavese. un uomo di oriana fallaci e tutto l’adamsberg della vargas (solo per citar qualcosa, via)

postpostscriptum:  convinta di essermeli inventati io, ho fatto una ricerca sull’internet e ho scoperto che son specialità di pavia, che piacevano a napoleone e che son perfetti tociati nel vino. nella variante cioccolato e canditi continuo a pensare di essermeli inventati io. mi perdonate?

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