pipistrelli inappetenti e ragni voraci

i pipistrelli sono 4 e vivono dietro la persiana sinistra di camera del casino (il nome resta, chiaramente, anche se). il pipistrello, che molti ecologisti bramano come rimedio naturale alle zanzare, si rivela nel mio caso assolutamente inutile. deve essere una famiglia di inappetenti. o di vegani.

pipisi ragni invece sono voracissimi e hanno molte vite più dei gatti, li aspiro oggi e domani sono già tornati al loro posto. anzi, credo che il sacco del folletto sia la loro nursery

il ragno e la sua cena

e insomma. non sono quella che si dice una persona ordinata. confusione, mucchietti di robe sparse, scarpe abbandonate e cassetti troppo pieni. poi inciampo in quel meccanismo per cui se c’è caos ne faccio altro. ma quando inizio a mettere a posto non mi fermo. non ho la modalità parziale, o pressapoco, o diamoci una botta. no. io tutto o niente. e dopo aver pulito “casadellavicina” come mai prima, mi sono dedicata alla mia. partendo da dentro i mobili, che si fa presto a pulir fuori, le apparenze che ingannano. pulir dentro e quello che c’è dentro. una malata praticamente.

una stanza alla volta, ogni dettaglio della stanza. vetri e persiane comprese e battiscopa e sopraesotto .

ecco quello che ho fatto per gran parte di maggio. pulito case. e cose. e ragionato sul fatto che non serve molto, dopo. 15′ al giorno, se si fosse regolari.

due appunti. interessa? acido citrico, olio di gomito, sapone di marsiglia, aceto, bicarbonato e vapore.

ammorbidente: 250g di acido citrico per litro d’acqua. (usato in lavatrice nella vaschetta dedicata, asciugamani e accappatoi ringraziano)

anticalcare: 400 g di acido citrico per litro d’acqua. (messo in uno spruzzino si utilizza come qualsiasi anticalcare)

il sapone di marsiglia è ideale per il parquet, passarlo sullo straccio e pulire il pavimento senza sciacquare.

bicarbonato: cospargere tappeti con accuratezza, lasciare agire almeno una notte e aspirare. col bicarbonato pulisco anche i pomelli della porta.

aceto e acqua bollente per pulire vetri e superfici in plastica.

(vivo in uno stato di pulizia)
e adesso che la casa è perfettamente pulita, la libreria spolverata, la corrispondenza inevasa da 5 anni sistemata,  ho intenzione di godermi quotidianamente ogni singolo spazio. ah! ho stirato anche “che boia ad giuda!”

 

ora una richiesta di aiuto (che faccio malestri lo sapete vero?)
nei miei momenti di concentrazione di lavoro accendo candele. che poi urto e la cera si spande.

come la tolgo dal muro?

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io per il momento ho risolto così

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altri suggerimenti?

 

l’immagine di copertina è dove lavoro io, estate 2015. ho coperto la poltroncina ikea in peloso bianco con un copripiumone singolo e inserito federa vintage della mia mamma. che mi piace sentirla addosso in un qualche modo.

è qui che scrivo. (quando non sono in modalità cenerentola)

 

Commenti (8)

  • Acido citrico: scommetto che l’hai comprato in uno di quei posti indicati dagli ecologisti anziché
    in una rivendita di prodotti per l’enologia.
    Candele: accendi le candele vicino a dei materiali infiammabili, tipo carta o tende. Così .la fiamma ad un certo punto dà fuoco a tutto e hai risolto il problema delle pulizie.
    PS fai l’operazione quando sei fuori di casa, ché non vorremmo provarci dei ti deliziosi messaggi

  • Scusa, invece l’ammorbidente: acido citrico per un litro d’acqua per tutto il bucato? Oppure dipende da quanti panni metto in lavatrice? Ho i panni che graffiano!!

  • ah, le pulizie! sono diventate il mio incubo, proprio non ne ho più la minima voglia: funzionerà aceto+acido citrico, per ritrovarne un pò?
    tu dici che “serve poco (tempo), dopo”, io dico che serve poco di tutto, che troppe cose dentro a queste case, ci portano via ossigeno da respirare e tempo per riordinare, lavare, pulire spostare…!
    meno di tutto e di molte cose niente, zero! ecco, questo voglio imparare a fare: rendermi conto di aver bisogno di pochissimo per vivere meglio.
    solo che….non so come concigliare questo bel proposito con la mia irrefrenabile tentazione di non buttare praticamente niente con la scusa che “potrei farci…” !

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