perdere 7 kg in 7 giorni? no, ma neanche 4, o due. imparare l’inglese con una lezione? no, ma neanche l’italiano. e viaggiare con il teletrasporto? sarebbe bello?  il gusto del viaggio dove sarebbe? non ci sono scorciatoie. non mi piacciono e non le invoco. occorre tempo per costruire bene, occorre tempo per imparare ad accettarsi, occorre tempo per vivere bene.
e occorre tempo per una parmigiana di melanzane come si deve.
nb: la prima volta che ho mangiato la parmigiana di melanzane ero con amica a casa di amica, la materna dei bimbi ci aveva unite nella golosità e nella cucina; pranzo a tre, un sapore e una sorpresa che non dimenticherò, la complicità della condivisione senza elementi maschili e mariti a sottolineare, senza le nostre abitudini a compiacere loro e non noi. poi una sera di questa estate, al compleanno di un amico, eccola di nuovo in tavola e la certezza che non mi sarebbe passata la voglia.

(per tutta la storia del nome, la diatriba su dove sia nata e a chi appartenga lo scettro della tradizione vi invito a leggere le note sul sito dell’aifb, nella giornata italiana dedicata alla parmigiana)
prima di procedere mi sono documentata, ho cercato sul forum di gennarino, nei blog delle amiche, ho letto gli errori da evitare, mi sono stupita delle convinzioni di pignataro e apprezzato la successiva (scoperta ora) della mamma di cannavacciuolo e ho fatto la parmigiana, una, due, tre volte. correggendo le cose che notavo e ottenendo un risultato davvero soddisfacente, che ora vi scrivo:
le melanzane lunghe o tonde? con la buccia o senza? fritte o al forno? infarinate o impanate? mozzarella o provola? teglia tonda o rettangolare?
io. ho. la. risposta
melanzane oblunghe, pelate a tratti, immerse per almeno tre ore in acqua e sale. mozzarella tagliata e messa a scolare con peso sopra per almeno 3/4h (al fine di far perdere l’acqua a entrambe) una scamorza o provola per gli strati centrali, una salsa fatta di pomodori maturi freschi e pelati a pezzettoni, lasciata sobbollire almeno 30′ e le melanzane infarinate leggermente perché assorbono meno olio di frittura. la teglia rettangolare come la lasagna, porzioni perfette, schiscetta assicurata
schiscetta di parmigiana

Parmigiana di melanzane
(per una teglia di 36×24)

ingredienti:

un giorno intero
un pacco di cartagialla
6 melanzane scure oblunghe
farina
sale
basilico
uno spicchio di aglio
4/5 pomodori maturi
un vasetto di pelati
mozzarella e scamorza
parmigiano reggiano

preparazione:

sbucciare a tratti con il pelapatate e tagliare a fettine sottili le melanzane nel senso della lunghezza, immergerle in acqua fredda e sale per un paio d’ore. procedere a tagliare la mozzarella, o strapparla con le mani come faccio io che il contatto fra metallo e cibo cerco di evitarlo per quanto posso. mettere la mozzarella in un colino pressata da una ciotola pesante e riporla in frigorifero se pensate di lasciar scolare più di un paio d’ore. tuffare i pomodori rossi e freschi in acqua bollente, pelarli e tagliarli a pezzettoni, scolare i pelati e mettere su fuoco vivace una padella con poco olio e uno spicchio d’aglio intero, lasciar colorare pochissimo, mettere i pomodori, salare e far sobbollire per restringere il sugo quanto serve. a me circa 30′
scolare le melanzane e asciugarle bene con carta assorbente, infarinarle e friggerle in un wok in cui avrete scaldato olio di arachide (con il pezzetto di zenzero per non fare puzzo di fritto in casa)
sistemarle in fila su carta assorbente gialla e quando sarà piena coprire con altro foglio e proseguire a strati. terminata la frittura si comincia a stratificare la parmigiana.
prendere una pirofila rettangolare, spolverarla con parmigiano grattugiato, mettere le fette di melanzane leggermente sovrapposte, coprire con fette di mozzarella, uno strato di passata di pomodoro, una manciata di parmigiano, foglie di basilico e poi ancora melanzane etc etc fino a terminare tutti gli ingredienti. (se viene alta è ancor migliore).
nella parte centrale io ho messo fette di scamorza tagliate con affettatrice, spero di aver tempo per riprovare con la provola. passare in forno caldo a 180° per circa 30′ e consumare calda, tiepida, fredda, riscaldata. e sì, il giorno dopo è ancora più buona.

se avrete lavorato con cura e dovizia non dovrebbe esserci liquido in eccesso e ogni boccone, filante ed equilibrato, riporterà intatti i sapori di ogni ingrediente. portata alla cena dei vicini “è stata piaciuta”

parmigiana

 

nota:
-no al trito pronto congelato, no ai sughi pronti, no alla pasta brisè, frolla, pizza, sfloglia da super. no.
-se esistesse un modo per arrivare in piscina già in costume, nuotare quanto serve e uscirne asciutta, phonata e vestita, ecco, potremmo parlarne
– e comunque a me restano sempre gli avanzi

coccio di parmigiana