quando sono giù guardo sempre il cielo. che è sempre più su di me. e più grande.
quando il meteo è avverso io punto i piedi e cerco il sole, il bello, il buono ovunque. fosse anche dentro un tunnel, o nel frigorifero. o nei cassetti da sistemare

quando maggio è così bello, come il maggio che oggi si conclude con 29 gradi all’ombra alle 11 di un mattino di sole, io ringrazio e metto via.
maggio è in assoluto il mese che preferisco, quello che passa veloce portandosi via gli eventi che mi piacciono e le facce che rivedo in queste occasioni

maggio e le lucciole, maggio e le rose, maggio e la musica, maggio e la sensazione che non importa chi c’è accanto a me, io sono accanto a chi mi vuole.
maggio e questa luce morbida e tanta, il profumo dell’aria alla sera, le notti luminose di stelle, la voglia di restare fuori fino a quando la mia pelle non si è riempita di ogni istante.

spero che il mio entusiasmo sia contagioso, perché vorrei che tutti ne potessero godere, invece di recriminare.

e quando mi capita di osservare le genti che non capiscono il mio ottimismo, o che osservano da lontano senza commentare, ma pensando che sono fortunata, o matta, o strana, penso che dovrebbero farsi strada come faccio io. a sorrisi e lealtà e sudore e passione e entusiasmo. 

❤️il fiore del favino da sovescio. lo sapete a cosa serve il sovescio? ad arricchire il terreno di sostanze concimanti. viene appositamento piantato e arato dopo la fioritura, per lasciar che l’azoto contenuto nella parte che resta nel terreno porti nutrimenti alle colture seguenti.

la musica nelle aie e i suoi fiori (che siamo noi che ci lasciamo incantare dalla giornata e giochiamo a crearla su misura per noi

e ballare dall’altra parte del fosso, così, per partecipazione

il giro d’italia davanti casa. vestite di rosa a fare il tifo. una mattina di buco dal lavoro.

la cena itinerante, decima edizione e no che non ci basta, stiamo già pensando all’undicesima, io e tutta la crew. leggete l’articolo di Jessica e Nico e l’intervista qui

il pic nic in bianco a persolino, il codice estetico e tomaso emaldi ai miei piedi. una domenica fra le rose come non ne ricordavo da tempo

la 100km vissuta dalla graticola, alla tenuta le tombe, con la lavanda in piena fioritura e calcaterra che vince la sua 12ª di fila e il record di partecipanti e di esordienti per questa ultramaratona

e il maggiociondolo. che maggio sarebbe senza? lo avevo scritto che maggio è un mese che vola e io ci sono volata dentro. sto scrivendo, dalla finestra aperta arriva il ranocchiare insistente, il rumore delle auto che corrono e io respiro quest’aria d’estate che sta arrivando, che sembra già arrivata.