c’è un giorno che ritorna anno dopo anno, nel circolo di paese in cui vivo, a chiuder carnevale, riunire amici e passare una serata in punta di porchetta.
è un giorno che si aspetta da gennaio, da quando si comincia a fare la festa al porco, pregustando il momento in cui la mattina di lavoro, ci si troverà a cazzeggiare intorno al maiale, che è lavoro duro ma puro, nel senso di divertimento bambino.

il mastro porchetta è uno da oltre vent’anni e, mi perdonino gli altri, solo lui sa corteggiare, massaggiare, cuocere e condire il piatto come si deve, circondato da validi aiutanti e amici.


quindi, se non sapete cosa fare il lunedì di carnevale (12 febbraio) e volete prepararvi alla quaresima senza aver rinunciato ai piaceri della carne saporita, venite a errano e partecipate alla cena in parrocchia. un gruppo di amici vi servirà, riverirà e scherzerà tutta la sera, eleggendo anche miss porchetta. non vi sembra una possibilità pazzesca? (prenotate presto però, che i posti volano)

e a proposito di paesi e tradizioni io mi chiedo, i giovani sapranno tener vivi questi fatti che diventano ricordi e racconti e leggende per chi non c’era? che non posso pensare alla povertà di chi non ha ricordi di comunità e a quanto si perde quando non c’è chi le tiene insieme con le unghie, con i denti e con i sì, lo faccio ancora. per tutti quelli che me lo chiedono.

grazie massimo

e grazie a chi lavora con lui

noi ci si diverte un bel po’