terrun

non avevo mai sudato prima. non avevo mai apprezzato così tanto l’alba, il tramonto, i frutti di stagione, le margherite.
non avevo mai combattutto così tanto con me stessa, fino a vincermi,
io non avevo mai, mai, mai corso in vita mia.
era una cosa che non prendevo proprio in considerazione.
anche quando un paio di amiche di palestra (quando ancora mi piaceva andare in palestra) mi esortavano:  “vieni a correre con noi” ho sempre risposto no. pedalo io, mi basta per essere felice.
ma poi.
quando ho smesso di fumare, (vent’anni e 7 mesi fa), camminare, camminare tanto, mi ha salvata dallo stress da carenza di nicotina. ogni ora era buona per uscire a sbattere i nervi. camminavo la mattina, in pausa pranzo, la sera, la notte. (ecco la matta che esce, sembrava bisbigliassero i compaesani e forse…)
quando pà si accendeva una sigaretta in casa, io uscivo a camminare. quando mi prendeva il morso della tensione, invece di mangiare qualcosa, uscivo a camminare, poi, poco alla volta, mi sono accorta che camminare veloce non mi bastava più e allora, alternavo camminata a qualche minuto di corsetta. mi davo delle mete, arrivo alla quercia correndo, arrivo al cartello dello stop, arrivo alla curva. i miei qualche minuto di corsa sono diventati mezz’ora in spiaggia, di mattino presto, il 15 agosto 1999 a riccione. e da quel giorno, per anni, non ho saltato un giorno. cascasse il mondo o cascassi io.
e non mi interessano le albarun, le sunset run, le 50 sfumaure di run, le runstocazz. non mi servono percorsi motivazionali, gruppi da seguire, io non corro perché corrono gli altri. io lo faccio me.
e ai: perché non fai la maratona? rispondo non mi interessa. prova con la mezza! non mi interessa. non mi sono iscritta a squadre, non vado con gruppi, non partecipo a gare. corro da sola. preferibilmente prima di colazione. per anni ho fatto sempre lo stesso percorso. casa, incrocio con il cimitero di sarna e ritorno. 5 km e 750 metri. mettere un paio di scarpe in valigia e scoprire le città in viaggio è una delle cose che amo di più fare. mi fa sentire parte del luogo, indigena e avventuriera, perché il più delle volte ti perdi a guardarti in giro ed è meraviglioso. credo fosse orbetello il luogo dove ho fatto per la prima volta 10 km e so che non ho il fisico per andare oltre.
la ter-run, la terapia della corsa, è davvero una delle pratiche che consiglierei a tutte le amiche. per superare i momenti di stress, per allontanare l’insoddisfazione, per sentire quella carica che solo la corsa induce.

lo so, perché quest’anno per diversi motivi non sono riuscita a correre ogni giorno, anzi ho passato mesi interi in cui mi limitavo a camminare, ma non è la stessa cosa, non è assolutamente la stessa cosa. certo, mej che gnìt, ma la camminata serve solo a sentirsi meno in colpa con il fisico. non porta endorfine, allegria, sudore, voglia di fare come correre verso il nulla in una mattina di qualsiasi giorno. quindi, ora che arriverà il primo settembre e quindi l’inizio del ricominciamo bene, io mi impegno a lanciare l’app che mi conta i kilometri per correre ogni giorno e per provare a sentirmi ancora come quando. che era bello. era.

Commenti (2)

  • aspettavo un nuovo post…da tanto tempo! il nostro appuntamento sulla spiaggia riccionese è andato a monte anche quest’anno, mannaggia! la tua arguzia e fantasia sono sempre molto superiori alla mia capacità di decifrare i tuoi titoli, stavolta c’ho messo un pò di meno, però! un abbraccio grandissimo e a presto! (la speranza, si sa….)

    • non ho visto riccione. non può essere, dobbiamo recuperare prima che finisca l’anno. dobbiamo. sto cercando di recuperare tutte le bozze lasciate a metà, che insieme a te, ai commenti, mi manca tanto lo scrivere

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